Mezzana Club non sfonda il fortino Reggiana

Mezzana Club non sfonda il fortino Reggiana

Prato 12 ottobre 2015

MEZZANA CLUB – REGGIANA  1-1

Seconda di campionato, la prima fra le mura amiche del Mezzana Stadium, che ci vede contrapposti alla Reggiana ancora ferma nella classifica in quanto non ha disputato la prima giornata perché rinviata per problemi tecnici.

Mezzana Club che schiera tra i pali Bruni, difesa a quattro con Singh e Petrini sulle fasce, Meoni e Lanti centrali, Abeti, Scardamaglia e Bartoli nella linea di centrocampo, Fontani, Salaris e Manfrè il trio di attacco.

Partita da subito vivace e contraddistinta dal predominio della squadra di casa che nonostante il buon gioco e le discrete trame offensive non riesce a raccogliere quel che semina. Ottimo il gioco sulle corsie laterali, così come spumeggiante è l’atteggiamento delle tre punte che permette più di una volta di arrivare al tiro in porta. Ermetica e precisa in difesa la Reggiana. Si conclude la prima frazione con la netta sensazione che ci sia mancata la zampata finale per aver portato il risultato dalla nostra parte.

 Metodiche e confortevoli le parole che sciorina il Mr nello spogliatoio, e che scaturiscono il loro effetto al quinto minuto quando Salaris tiene botta in mezzo all’area di rigore e porta in vantaggio la squadra di casa, timbrando la terza rete in due partite ufficiali, prima della sostituzione per infortunio.

Ma una leggerezza difensiva in fase di ripartenza permette alla Reggiana di trovare un pareggio.  Non erano passati neanche quattro minuti ed ora bisogna ricominciare tutto da capo. Così via alle girandole di sostituzioni, entrano: Cantini per Salaris, Borelli per Scardamaglia, Biagini per Petrini, Tarocchi per Fontani.

Purtroppo per noi nulla più cambierà il risultato, nonostante gli sforzi prolungati e le tante occasioni sprecate dai ragazzi.

Questo pareggio ci va stretto come i calzoncini del Bartoli e quel sapore di beffa che è rimasto speriamo ci possa servire da lezione per le prossime partite sperando  che la dea bendata a volte ci possa guardare con occhi un pochino più dolci.

 

Cannito Andrea